il primo eroe nazionale

Uno dei personaggi latini che desta più simpatia è sicuramente Turno, il re dei Rutuli, l’eroe italico che lotta per l’amore e per la patria.

Turno è un personaggio leggendario dell’Eneide e di conseguenza appartiene alla generazione vissuta all’epoca della guerra di Troia. Di nobili origini, suo padre era Dauno, figlio di Licaone re dell’Arcadia; sua madre era la ninfa Venilia e sua sorella era Giuturna, amata da Giove e che combatté al suo fianco nella guerra contro i troiani.

Turno era fidanzato con Lavinia, figlia di Latino, re di Laurento. Quando Enea sbarcò nel Lazio, il vecchio re Latino, contravvenendo agli accordi, inopinatamente promise in sposa la figlia al troiano.

A questo punto Turno, spinto anche dalla madre di Lavinia, Amata, a sua volta istigata da Giunone, prese le armi e scese in guerra contro Enea per vendicarsi dell’offesa subita. Nella contesa Turno trascinò anche altri popoli italici, tra cui gli Etruschi di Caere e i Volsci, che inviarono la cavalleria guidata dall’eroina Camilla. A sua volta Enea trovò aiuto presso il re Evandro che gli inviò 400 cavalieri comandati dal figlio Pallante e soprattutto presso la maggior parte degli Etruschi.

Turno si comportò da eroe qual era: attaccò più volte il campo troiano, riuscì anche ad incendiare le navi degli avversari, affrontò Pallante e lo uccise. Poiché la guerra continuava, per porvi fine si pensò ad un duello tra i due contendenti … Turno si accorse che gli dei non gli erano favorevoli. Nonostante potesse mettersi in salvo sul cocchio guidato dalla sorella Giuturna inviata da Giunone per impedire il duello, l’eroe rutulo si fermò ed affrontò Enea. Purtroppo nello scontro rimase ucciso.

Secondo un’altra fonte, Turno affrontò i troiani in alleanza con il re Latino. Quando questi morì in combattimento, il re rutulo trovò scampo presso l’etrusco Mezenzio, signore di Caere. Con quest’ultimo ritornò sul campo di battaglia, ma fu definitivamente sconfitto ed ucciso.